Ultima Cena in Ognissanti

 

Nel cuore del convento di Ognissanti a Firenze, si trova uno degli affreschi più affascinanti del Rinascimento italiano: l'Ultima Cena di Domenico Ghirlandaio, realizzato nel 1480. Questo capolavoro non è solo una rappresentazione della celebre scena evangelica, ma un intreccio di simboli e significati legati alla Passione e alla Resurrezione di Cristo.

Dietro la spalliera degli apostoli, due aperture conducono lo sguardo verso un giardino vivo e simbolico: la palma rappresenta il martirio, mentre le melograne e le rose rosse richiamano il sangue versato. Gli uccelli in volo, con le loro coppie, raccontano la ciclicità della natura e la promessa di rinnovamento, mentre il pavone si erge come simbolo di immortalità. Anche i dettagli minori hanno una loro voce: il falco che si avventa sulla preda simboleggia il pericolo imminente, mentre la quaglia, pronta a sacrificarsi, richiama direttamente il destino di Cristo. Persino i cardellini, con la loro macchia rossa, annunciano il dolore che verrà. Frutti come agrumi, mele e datteri adornano il giardino e la tavola degli apostoli, rafforzando il legame tra la vita quotidiana e il messaggio spirituale.

Un’opera che invita a guardare oltre l’apparenza, immergendosi nella profondità di ogni dettaglio.

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